Feste e avvenimenti e più Guida locale

Hotel Internazionale Ischia
Hotel Internazionale Ischia
Hotel Internazionale Ischia
Hotel Internazionale Ischia
Hotel Internazionale Ischia
Prima colazione
Camera doppia
Il ristorante
Piscina termale
Camera con terrazzo
Il pranzo presso la piscina
Relax in piscina
Prima colazione

Ischia è un ‘isola con grandi tradizioni culturali e innumerevoli feste religiose che vengono celebrate specialmente nel periodo estivo.

Nel periodo Pasquale sono suggestive le processioni del Venerdì Santo che si svolgono tra Ischia e la vicina isola di Procida.

A Forio di Ischia vi è la processione con scene della Passione di Cristo

Il Lunedi in Albis o di Pasquetta, l’isola diventa il luogo ideale per allegre scampagnate all’aperto o in montagna all’Epomeo o al Monte Rotaro , in prossimità dell’Albergo, o semplici tavolata nei ristoranti tipici che servono cibi locali con vino eccezionali (Biancolella, piede e Palumbo).

A Giugno composizioni floreali decorano tutte le chiese di Casamicciola.

A Luglio : il 26 una delle più belle e suggestive feste dell’isola: la festa di Sant’Anna a Ischia Ponte, nella serata si assiste alla sfilata di barche colorate che seguono l’effigie della Santa e a mezzanotte i piu’ fantasmagorici fuochi pirotecnici al Castello Aragonese.

Ad Agosto: Festa di S. Alessandro con la sfilata in costume storico da Ischia Ponte a Porto di Ischia.

Ogni prima settimana del mese Sagra della Salsiccia (Saucicciata) e Festa del Vino a Serrara Fontana.

Il 15 Agosto tutta l’Isola è in festa per onorare la Madonna Assunta in Cielo e vi sono feste e sagre in tutte la parti dell’Isola. Anche l’Hotel Internazionale Ischia come tradizione organizza Speciale Pranzo e Buffet accompagnato da musica e balli.

Presso il nostro Albergo e in tutta l’Isola l’uso delle Carte di Credito è accettato (Carta Si, American Express, Diners Club , Visa, Master Card)

Sono particolarmente apprezzati i numerosi negozi per lo shopping in via Roma ad Ischia Porto. Dove troverete anche botteghe di prodotti tipici locali. I negozi , per la maggior parte , restano chiusi dalle 13:00 alle 17:00.

Ogni Comune di Ischia ha la sua Caserma di Carabinieri (112)
La stazione di Polizia si trova in via Casciaro a Ischia Porto (113)
Vigili del Fuoco (via Mazzela Ischia Porto) 115
Pronto Soccorso Emergenza Medica 118

Le farmacie sono frequenti in tutti i Comuni dell’Isola e i turni sono esposti all’esterno.

Ischia ha anche un accorsato ospedale, il “Rizzoli” a Lacco Ameno con un posto di Pronto Soccorso attivo 24/24 e con i principali reparti di specializzazione fiore all’occhiello dell’ASLNapoli2nord.

Trovate anche numerosi medici in regime privato.

Quasi tutti sull’isola parlano e comprendono la lingua Tedesca.

Le banche con ATM e bancomat sono presenti su tutto il territorio dell’isola.

Un ATM a poche centinaia di metro dall’Hotel Internazionale Ischia è posto all’interno dei Supermercati DECO mentre ad un paio di KM vi è la sede del Banco di Napoli.

Sabato e domenica funzionano sogli gli sportelli automatici.

Escursioni

Si possono prenotare escursioni su tutta l’isola con guida turistica o giro dell’isola in battello, il personale dell’Hotel Internazionale Ischia sarà lieto organizzarvi dei tour suggestivi.

Se volete potete noleggiare un’auto o una moto ed esplorare l’isola per conto proprio, alla reception dell ‘albergo vi daremo suggerimenti per visitare l’isola.

Potete anche trovare un’auto o una moto in albergo prenotandola con anticipo magari mandando una mail al personale dell’hotel.

Suggerimenti

Se volete degustare un caffe espresso di altissimo livello composto da una miscela di arabica 100% o una vasta prelibatezza di “dolci” non potete mancare di visitare il Bar Calise, storico bar con diverse succursali che ha la sede primaria in piazza degli eroi, immerso in una pineta la sera il Bar Calise si trasforma in un luogo di incontro per residenti e turisti dove si può sorseggiare uno spritz prima della cena o sorbire un meraviglioso gelato artigianale ascoltando buona musica.

A Lacco Ameno dove si può godere la vista del famoso “fungo” in via Roma vale la pensa prendere un buon espresso o un aperitivo a “Il Triangolo”

Comunque avrete solo l’imbarazzo della scelta per bar e locali sparsi dovunque con una qualità alta dei prodotti offerti.

Ischia si estende su di una superficie di 46 km quadrati ed è la più grande delle tre isole del Golfo di Napoli, ha una ricca storia connessa con la storia di Napoli.

Dista da Napoli 17 miglia marine circa 30 km invece 20 km dal porto di Pozzuoli.

I due porti principali di Ischia sono : Porto di Ischia e Porto di Casamicciola Terme.

Anche se è l’sola più grande del golfo di Napoli ha una lunghezza di soli 10 km da est a ovest e da nord a sud non ci sono più di 7 km.

Ischia ha un paesaggio e un volto versatile. Il punto più alto : l’Epomeo è di circa 790 m. di altezza ,

Dalle montagne al centro dell’isola, il paesaggio tende al mare ed è più volte interrotto e attraversato da gole scoscese e profonde che sono state erose dall’acqua nel corso di migliaia di anni creando delle terrazze naturali nel tufo.

Da Forio di Ischia , ad ovest, il paesaggio si apre sui rigogliosi vigneti , mentre ad est , di fronte al golfo di Napoli, Ischia mostra il suo volto urbano con Comuni come Ischia Porto e le sue varie frazioni: Ponte, San Michele, San Antuono e Campagnano con circa 20. 000 residenti.

Grazie alla sua origine vulcanica e le numerosissime sorgenti di acqua minerale calda, l’isola è una delle più importanti stazioni termali d’Europa.

La sua ottima posizione geografica e la vicinanza al continente fa considerare Ischia, non solo meta per trattamenti termali ma anche meraviglioso sito balneare per gli amanti della natura, per gli escursionisti offrendo un programma ricco e variegato.

Prodotti tipici dell’isola Ischia

L’isola ha sempre avuto la tradizione della vinificazione, ancora oggi, quasi ogni ischitano possiede il suo piccolo vigneto e questa tradizione è tramandata da padre a figlio.

Il vino è il più antico e prezioso prodotto dell’isola. A renderlo maggiormente famoso furono i produttori locali di grandi e pregiati vini : Le cantine D’Ambra, Pietratorcia, Perrazzo, Cenatiempo, Di Meglio e Mazzella.

Rigogliosa è anche la produzione di ceste di vimini intrecciato che vengono utilizzati per trasportare alla vendita ortaggi e frutta e che vengono venduti anche come prodotti tipici e il ricamo di lino e canapa.

Non mancate di assaggiare il pane cotto nel tipico forno a legna di Boccia a Ischia Ponte e il famoso liquore di limoni: il limoncello insieme al Nocillo e al famoso Rucolino prodotti sull’isola unicamente con materie prime locali.

I fratelli Savastano creando un marchio dal nome “Sapori di Ischia” hanno colmato una lacuna di mercato, creando essenze profumate e raffinate acque di colonia prodotte con fiori e dell’isola e cosmetici ottenuti con estratti vegetali e fango termale.

Un altro prodotto tipico è la produzione di ceramica che risale all’epoca della colonizzazione greca e che oggi è florida grazie all’aiuto di giovani artisti. La fabbrica più antica , Mennella Ceramiche, si trova a Casammicciola.

Anche nel campo della Pittura Ischia primeggia con artisti come Coppa, Petroni, Gabriele Mattera, Mario Mazzella, Macrì’, Raffaele Iacono conosciuti e apprezzati pittori noti negli ambienti artistici nazionali.

Cenni Storici

Ischia, ovviamente, non è solo turismo. Dagli studi e dalle ricerche archeologiche effettuate dal grande prof. Giorgio Buchner (1914 – 2005) e da don Pietro Monti, rettore del Santuario di S. Restituta in Lacco Ameno, sono emerse ipotesi abbastanza attendibili circa l’epoca in cui si sono avuti i primi insediamenti dell’uomo sull’isola. Dalle ossa di natura umana rinvenute sulla collina di S. Michele e a Campagnano (Ischia), è stata appurata la presenza dell’uomo già nel 3500 a. C. (età neolitica).

Negli anni ’50 del secolo scorso, il prof. Giorgio Buchner porta alla luce un gruppo di tombe ai piedi della collina di Monte Vico, che certamente “… facevano parte di una necropoli contenente almeno un migliaio di sepolture dell’epoca tra VIII e il VII secolo”.

A Monte Vico, inoltre, sono stati individuati i resti di antiche fornaci e moltissimi frammenti di oggetti di creta, sembra prodotti in fabbriche costruite in loco dai Calcidesi, maestri in questo tipo di manifattura. Considerato, poi, che in greco pithoi significa appunto vasi di creta, molti studiosi hanno desunto da quest’etimo il perché l’isola d’Ischia era anticamente conosciuta con il toponimo di Pithecusa o anche Pithekussai (al plurale). Altri invece sostengono che il nome Pithecusa sia di origine fenicia e non greca, e deriverebbe da “pithecas-e sandes ignem”, cioè terra cosparsa di fuoco, come effettivamente la violenza e la ricorrenza delle sue diverse eruzioni vulcaniche stavano lì a testimoniare.

L’instabilità sismica del territorio determinò il progressivo spopolamento dell’isola a favore di Cuma, celebrata poi, come sappiamo, erroneamente, per decenni come primo insediamento della Magna Grecia.

Nel IV secolo a. C. , Ischia fu ceduta dai Cumani a Gerone I, tiranno di Siracusa, in cambio dell’appoggio decisivo ottenuto da questi nella guerra, vinta, contro i Tirreni (Etruschi).

Nacque così sull’Isola una colonia Siciliana e, forse, il primo nucleo di difesa sullo scoglio su cui oggi insiste il Castello Aragonese (474 a. C. ).

Archiviata la dominazione romana, breve, ma nient’affatto irrilevante, la storia di Ischia coincide con l’evoluzione storico-politica del Regno di Napoli.

Particolarmente turbolento il periodo rinascimentale con Ischia più volte protagonista dei successivi conflitti tra la casa regnante Aragonese, prima, contro gli Angioini, poi, contro le truppe francesi di Carlo VIII. Nel 1464 il figlio di Alfonso V d’Aragona (1396 – 1458), Ferrante, legittimo erede del Regno di Napoli, sconfisse, al termine di una violentissima battaglia navale lungo le coste dell’isola, la flotta di Giovanni D’Angiò. Nel 1495Ferrante II, primogenito di Alfonso II d’Aragona, ritiratosi alla volta del Castello d’Ischia per sfuggire all’entrata in città di Carlo VIII, organizzò dalla roccaforte ischitana il primo nucleo di resistenza contro l’invasore francese affidando al fedele Innico d’Avalos il comando della fortezza ischitana. La resistenza del Castello Aragonese ai francesi fu talmente stoica che, l’anno successivo, Ferrante II nel ritornare vittorioso nella città di Napoli, volle prima far nuovamente tappa sull’isola per ringraziare il popolo e la famiglia alleata dei d’Avalos per la fedeltà dimostrata alla casa regnante, proprio nel momento della massima avanzata delle truppe francesi. Anche Ludovico Ariosto volle celebrare nel suo “Orlando Furioso” l’eroica resistenza degli ischitani: “Vedete Carlo ottavo che discende Dall’Alpe, e seco è il fior di tutta Francia, Che passa il Uri, e tutto il regno prende, Senza mai stringer spada e abbassar lancia, Fuorché lo Scoglio ch’a Tifeo si stende Su le braccia, sul petto e su la pancia; Che del buon sangue d’Avolo al contrasto La virtù trova d’Inico del Vasto”.

Tuttavia, pur tra invasioni e lotte intestine l’isola conobbe nel periodo rinascimentale anche un profondo miglioramento delle sue condizioni socio-culturali. Vuoi per i molti privilegi accordati in segno di riconoscenza da Ferrante II, vuoi per la presenza successiva, siamo nella prima metà del ‘500, della poetessa Vittoria Colonna, moglie di Ferrante d’Avalos, che tra le mura del Castello mise su un vero e proprio cenacolo artistico letterario, cui ebbe l’occasione di partecipare, tra gli altri, anche il grande Michelangelo Buonarroti.

Proprio in quegli anni però le invasioni dei Saraceni, o Mauri come venivano chiamati, con il loro corredo di devastazione e saccheggio si fecero più insistenti, tanto che gli abitanti dell’isola, soprattutto quelli più esposti del casale di Forio, nella parte occidentale, sentirono l’esigenza di costruire una serie di “osservazioni fortificate”, che servissero da avvistamento e difesa contro i violenti depredatori turchi. Il complesso sistema di torri e il dedalo di vicoli che si dipana attorno ad esse è ancora la cifra architettonica di questo comune che si distende da nord a sud lungo tutto il versante costiero occidentale dell’isola.

Il Torrione, simbolo di Forio, è una torre di avvistamento pirati

Dopo gli Aragonesi fu la volta dei Borbone, cui l’isola deve la realizzazione di molte infrastrutture decisive per lo sviluppo successivo del territorio. Su tutte, l’inaugurazione del Porto d’Ischia per mano di Ferdinando II, nel 1854.

Va detto che in quegli anni, immediatamente precedenti all’avvento dell’unità d’Italia, i Borbone trasformarono il Castello Aragonese, prima in una colonia penale, poi in un carcere politico dove rinchiudere i sostenitori napoletani del Risorgimento. Nelle mura del Castello Aragonese transitarono, prigionieri, personaggi del calibro di Silvio Spaventa, Tullio Pironti, Carlo Poerio e Luigi Settembrini.

La storia post-unitaria dell’isola d’Ischia è la storia delle difficoltà legate ai due successivi conflitti mondiali, con un fortissimo tributo pagato sia in termini di emigrazione oltre oceano – una prima volta agli inizi del ‘900, poi dopo la fine della seconda guerra – sia con i tanti caduti sul campo per servire la Patria. Successivamente, a partire dagli anni ’50 del secolo scorso, l’avvento del turismo ha riscattato l’isola e i suoi abitanti da un’economia di sola sussistenza, legata per lo più all’attività contadina, al piccolo commercio e in minor parte ai proventi della pesca.